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Bonus casa e Green New Deal, la Manovra 2020 prende forma

72552 01Incentivi per la riqualificazione degli edifici, Green New Deal, green bond, sterilizzazione dell’Iva e incentivi ai pagamenti con moneta elettronica. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NAFEF). 
 
Le misure, in parte già annunciate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, intervenuto domenica alla trasmissione “Mezz’ora in più”, e spiegate durante la conferenza stampa al termine del CdM, fanno parte della Manovra economica del Governo ed entreranno nel disegno di legge di bilancio per il 2020 che, prima di essere presentato alle Camere, deve affrontare l’esame della Commissione Europea.
 

Bonus Casa

Saranno quasi certamente prorogati gli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione degli edifici. La proroga non è una novità inattesa dal momento che i bonus trainano il mercato dell’edilizia. Ma non solo, visto che le detrazioni ben si coniugano con gli obiettivi di tutela dell’ambiente e riduzione delle emissioni inquinanti.
 
L’intenzione di prorogare le detrazioni per la riqualificazione degli edifici è apparsa evidente anche dalle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, che però ha citato esplicitamente solo l’ecobonus e il bonus ristrutturazioni.
 

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Trulli diroccati, è possibile acquistarli con l’agevolazione ‘prima casa’?

j 72051 01L’acquisto di immobili collabenti, come ad esempio dei trulli diroccati, può accedere all’agevolazione prima casa?
 
A chiarire la questione l’Agenzia delle Entrate nella Risposta 357/2019. 

Immobili collabenti e agevolazione prima casa: il caso

L’Agenzia ha risposto alla domanda di una contribuente che chiedeva se fosse possibile applicare anche agli immobili “collabenti” le agevolazioni fiscali “prima casa”. L’intenzione era quella di acquistare un immobile “collabente” (ovvero quattro trulli diroccati con annesso pollaio e deposito) appartenente alla categoria catastale F/2, ristrutturarlo e, entro 18 mesi dall’acquisto, adibirlo ad abitazione principale.
 
L’applicazione dell’aliquota agevolata del 2%, infatti, può riguardare una casa di abitazione non di lusso situata nel Comune dove l’acquirente stabilisce, entro 18 mesi, la propria residenza.
 
L’Agenzia ha ricordato che accedono al beneficio fiscale le unità immobiliari che, sulla base di criteri oggettivi, risultino astrattamente idonee al concreto soddisfacimento di esigenze abitative (immobili censiti nel Catasto dei fabbricati nella categoria catastale A, escluso A/10 e ad eccezione di A/1, A/8 e A/9). Il trasferimento può riguardare un fabbricato concepito per uso abitativo ma in fase di costruzione al momento dell’acquisto.

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Catasto, i tecnici propongono la riforma dal basso

j 69891 01Tutto da rifare il Catasto fabbricati. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Nazionale dei geometri, Maurizio Savoncelli, intervenuto come rappresentante della Rete delle Professioni Tecniche (RPT) in audizione in Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria nell'ambito dell'indagine conoscitiva per la riforma della fiscalità immobiliare.
 
Secondo i tecnici, la riforma del Catasto deve integrarsi con gli obiettivi di sostenibilità e messa in sicurezza del territorio e, soprattutto, non deve essere calata dall’alto, ma portata avanti insieme a cittadini consapevoli.
 

Riforma del Catasto, Rpt: allinearsi al mercato

Il problema principale del Catasto dei fabbricati, ha sottolineato Savoncelli, è che non rappresenta più il reale valore degli immobili perché ancorato a norme vetuste del 1939 e ai valori attribuiti negli anni Novanta, in pieno boom economico.
 
È quindi necessaria una riforma dinamica, propone RPT, in grado di allineare il valore catastale degli immobili a quello di mercato, cogliendo le variazioni, come ad esempio la crisi immobiliare.
 
Ma non solo, perché la riforma del Catasto, sostiene Savoncelli, andrebbe inserita in una lettura aggiornata del territorio. L’idea è quella di legare il concetto di riforma del Catasto a quello della sicurezza urbana. Nella nuova banca dati ipotizzata da Savoncelli, oltre alla rendita catastale andrebbero infatti inseriti i dati sulla certificazione energetica e la classificazione sismica.

Fondamentale, ribadisce Savoncelli, è che nella riforma sia garantita l’invarianza di gettito, come era previsto nella legge delega presentata dalla precedente legislatura.
 

Riforma del Catasto, RPT: deve essere partecipata

Secondo Savoncelli, la revisione del Catasto è uno step fondamentale “in un momento storico in cui il mercato immobiliare ha bisogno di una scossa e di strumenti importanti, anche nell’ambito del percorso che dovrà essere affrontato dal nostro Paese di rigenerazione del tessuto urbano, delle città e delle periferie”.
 
Per modernizzare il sistema, a detta di Savoncelli, si può prendere spunto dalla digitalizzazione del catasto dei terreni. Il processo ha coinvolto cittadini e professionisti, rendendoli consapevoli e disponibili. Una modalità considerata utile, perché contribuisce a non percepire l’Agenzia delle entrate come un nemico.
 

La riforma arenata e le intenzioni dell’attuale Governo

L’attività per correggere le sperequazioni delle rendite utilizzando il metro quadrato, anziché il vano, come unità di consistenza per la determinazione del valore patrimoniale degli immobili è iniziata nel 2014.
 
Gli immobili non sarebbero più stati raggruppati in categorie e classi, ma in due tipologie di fabbricati: quelli ordinari e quelli speciali. Gli appartamenti sarebbero stati inseriti tutti nella categoria ordinaria O/1, mentre ville, immobili signorili e artistici avrebbero avuto una regolamentazione diversa.

Per consentire una valutazione più oggettiva, il valore degli immobili doveva essere determinato dalla superficie e non più dai vani. A ogni unità immobiliare sarebbe stata attribuita una rendita e un valore patrimoniale stimati in base alle reali caratteristiche dell’immobile e alla zona di appartenenza.

Queste norme non hanno mai visto la luce. Nel 2016, il Programma nazionale di riforma (PNR) ha inserito la riforma del Catasto e la revisione delle rendite catastali tra le priorità, assicurando che sarebbero state completate entro il 2018. Ma neanche questa è stata la volta buona. 

A ottobre 2018 il Governo giallo-verde non ha inserito la riforma del Catasto nella Nota di aggiornamento del DEF. Resta ora da capire se questa indagine conoscitiva in corso può portare ad una marcia indietro.



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